lunedì 29 giugno 2015
DRAGO SIMBOLO DELLE FORZE DELLA NATURA
SIMBOLISMO DEL DRAGO
Le ali sono il simbolo del suo dominio sull’aria e sulle forze psichiche e esoteriche che vengono dalla sfera spirituale,
Può essere avvicinato soltanto dall’eroe che si è purificato dopo aver affrontato una serie di prove e rappresenta la meta della crescita interiore: la conoscenza perfetta del mondo spirituale e di quello materiale, Aldilà e Terra di Mezzo, secondo i celti
Il Drago è fondamentalmente un Guardiano.
Col progressivo distaccarsi della spiritualità dalle forze della Natura, e con l’istituirsi delle religioni istituzionalizzate, in contrapposizione con la religiosità naturale primordiale, il Drago viene identificato col male, perdendo il vero significato che possedeva in origine.
SIMBOLOGIA ESOTERICA DEL DRAGO
Mentre in oriente il drago è simbolo delle forze creative e benefiche, collegate anche alla simbologia del serpente, in Occidente il significato è devastazione e pericolo, è un terribile portatore di morte e rovina: di aspetto molto simile a un enorme serpente, il drago era dotato, nell'iconografia classica, di piccoli arti superiori e inferiori e di artigli micidiali, oltre a enormi ali e fauci che sputavano fuoco.
Le leggende vogliono che la sua vita fosse lunghissima e avesse origine da un uovo che impiegava almeno un secolo per schiudersi, dopo almeno 500 anni il corpo del piccolo cominciava ad assumere l'aspetto caratteristico per il quale è noto, completando lo sviluppo solo dopo altri 500 anni, è proprio grazie a questa notevole longevità che i draghi traevano nel corso delle loro lunghissime vite, una conoscenza e una saggezza senza pari.
Ma soprattutto il significato nell'esoterismo il drago rappresenta simbolicamente la prova da superare per colui che voglia impossessarsi della sua ricchezza e del suo sapere, mangiandone il cuore in questo modo comprenderà il linguaggio degli uccelli o di altri animali e diventerà sapiente.
Nelle leggende e nei racconti mitologici il drago è il custode di inestimabili tesori nascosti in cima ad altissime montagne e territori impervi difficilmente raggiungibili dagli umani, così ad esempio lo ritroviamo a guardia del vello d'oro e del giardino delle Esperidi, dove cresce l'albero dei pomi d'oro, probabilmente il tesoro vero non è tradizionalmente il cumulo di monili e forzieri traboccanti d'oro al quale siamo abituati, ma la conoscenza arcaica di valore inestimabile e destinata a pochi coraggiosi, soprattutto perché riguarda il controllo dell'energia sessuale che dona vita e morte e la conoscenza del creato.
In molte tradizioni per essere dichiarato tale, l'eroe (la parola eroe ha la radice del suo nome in Eros, il dio dell'amore e quindi della sessualità) deve affrontare il drago che lo può annientare oppure donargli immense ricchezze e preziose conoscenze altrimenti impossibili da raggiungere.
L'aspetto simbolico di questi racconti valido ancora oggi, è che il lato oscuro di noi rimane quasi sempre celato, ignorato o rinnegato, ma chi osa entrare nella grotta affrontandone le tenebre, riconosce l'esistenza di queste forze oscure, e, dopo averle dominate, può trarne forza, proprio come l'eroe che vincendo il drago ne esce accresciuto in conoscenz, gloria e onore.
E' inoltre indispensabile parlare, anche se brevemente, del significato del drago della Cina, qui esso rappresenta il principio maschile Yang dell'ordine cosmico, la creatività, il dinamismo, la forza di muovere gli eventi: nella mitologia cinese si spiegavano i fenomeni metereologici, i temporali, la grandine, la neve, la pioggia, il tuono e il fulmine con la presenza del dragone che attraversava i cieli.
Esso è quindi il simbolo di tutte le energie creative anche se potenzialmente pericolose della natura, oltre a essere collegato all'acqua, ambiente in cui vive, inoltre il drago è presente in tutti i simboli cinesi che esprimono energia tant'è che in quel paese si ricorre alla sua immagine per indicare la presenza di energia elettrica.
IL SIMBOLISMO SACRO DEL DRAGO
- Da Falias la Pietra di Fail (Lia Fail "Pietra del destino"), dell'elemento Terra
- Da Gorias la Lancia di Lugh (Sleá Bua, "Lancia di vittoria"), dell'elemento Aria
- Da Murias la Spada di Nuada (Claím Solais, "Spada di Luce"), dell'elemento Fuoco
- Da Findias il Calderone di Dagda (Coire an Dagdae), dell'elemento Acqua.
Questi Draghi sono a guardia dei loro tesori, e riuscire a vincerli, significa compiere la propria trasmutazione, la via palingenetica che porta all’equilibrio interiore. Compiere questo cammino è pericoloso, se non si è più che preparati. Vi sono 3 stadi principali (secondo gli antichi sacerdoti), che l’individuo deve superare durante il proprio cammino palingenetico:
- 1. Fase di regressione o morte iniziatica, durante la quale ci si spoglia di tutti gli stereotipi della vita moderna, per apprendere le arti druidiche.
- 2. Fase di rinascita, durante la quale ci si appropria delle conoscenze degli Avi. I Totem ci guidano alla contemplazione della Natura.
- 3. Fase della rivelazione, durante la quale si completa la formazione iniziatica per procedere lungo il cammino palingenetico. I Draghi ci aiutano ad attraversarli, a patto che siano gli Uomini a volerlo, a porre la propria Volontà (superiore) al servizio del divino che risiede in ogni dove.
LA SOCIETÀ DEI DRAGHI
- I draghi sono monogami e si accoppiano con lo stesso partner per tutta la vita. Loro malgrado, in varie tradizioni l'evento dà spesso luogo a fenomeni atmosferici violenti, come piogge e allagamenti. L'incubazione delle uova di drago può durare migliaia di anni (sebbene per alcune specie minori bastino pochi anni) e anche il periodo necessario a diventare adulti e riproduttivi è molto lungo, fattore che rende i draghi ancora più suscettibili di estinzione. I draghi, però, muoiono raramente di vecchiaia: piuttosto per malattie, incidenti o azione di nemici, tra cui il primo è l'uomo. Un altro awersario importante dei draghi è il millepiedi, che risale le narici dell'animale fino ad arrivare all'encefalo, uccidendolo. Questi animali tendono a essere solitari per natura, ma non esitano a vivere, se necessario, in gruppo. Le loro tane sono poste in caverne naturali di pietra, oppure vengono scavate nella terra. Per questioni di riservatezza e protezione, la locazione ideale è sulle montagne, tra i picchi più inaccessibili, anche a costo di fare poi lunghi viaggi per procacciarsi il cibo. Del resto, le esigenze alimentari dei draghi europei si limitano a un pasto sostanzioso - bovini, ovini e anche esseri umani - al mese. Nella tana del drago si trovano interi tesori di gemme, che gli fanno da giaciglio e dalle cui proprietà magnetiche trae energia. Anche per questo esso ama molto l'arte e i preziosi - sopratt utto l'oro, l'argento, le perle e pietre come diamanti, coralli e giada. Secondo alcune tradizioni il drago è pure un abile intagliatore di gioielli, tanto da adornarsene o costruirvi interi palazzi sul fondo dei mari.http://alt3r3g0.blogspot.it/2009/01/il-simbolismo-e-la-mitologia-del-drago.html
FISIOLOGIA DEL DRAGO
GLI EROI AMMAZZADRAGHI - SIMBOLOGIA




